SE NON ORA, QUANDO CAPIREMO CHE È IL MOMENTO DI COSTRUIRE UN’ALTERNATIVA?
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Forse a questo punto è il caso di tentare una sintesi di quel che sta accadendo in questi giorni. Io ci provo, premettendo che si tratta soltanto di un tentativo di mettere qualche punto fermo in una situazione in costante mutamento

1. L’Unione Sovietica non c’è più e questo penso sia chiaro a tutti.

2. La NATO, costruita in funzione anti-URSS, invece di ridurre la propria espansione o addirittura dissolversi, si amplia e si estende sino ai confini della Russia, contravvenendo a quanto era stato concordato tra NATO e URSS.

3. L’Ucraina decide di non entrare nella Nato ma nel 2014, spinte e sostenute da USA e Unione Europea, forze di estrema destra strumentalizzano la protesta popolare e mettono in atto un vero e proprio golpe, rovesciano il governo, massacrano e perseguono chi non si adegua al nuovo ordine che ha una forte connotazione anti-russa.

4. La popolazione di lingua russa presente in Ucraina si ribella e nel Donbass, con un referendum, impone l’autonomia da Kiev. Si scatena la repressione che porta ad una vera e propria guerra civile.

5. La Russia ne approfitta e pur non riconoscendo le due regioni autonome del Donbass (Donetsk e Luhansk), si riprende e annette la Crimea.

6. Dopo migliaia di morti e di fronte alla stasi nella guerra del Donbass e alle spinte “occidentali”, si fa sempre più vicina l’adesione dell’Ucraina alla NATO e la conseguente forte tensione con la Russia.

7. La Russia invade l’Ucraina e ne chiede la smilitarizzazione insieme al riconoscimento del Donbass e dell’annessione della Crimea.

8. La NATO, gli USA e l’UNIONE EUROPEA, invece di sostenere una soluzione che permetta la conclusione delle ostilità, mediando e accettando in parte le richieste della Russia insieme alla conferma della sovranità ucraina, fanno dello scontro in atto una lotta tra il “bene occidentale e il male russo”, dimenticando che Putin non è altro che una creazione della stessa NATO dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

9. Mentre la guerra prosegue, lo scontro tra due imperialismi economici e militari, quello della Nato e quello della Russia, sembrano fronteggiarsi pericolosamente tra minacce nucleari e interventi indiretti nella guerra in atto con pesantissime sanzioni economiche, forniture militari e probabilmente anche qualche cosa di più.

10. Mentre gli USA guardano da lontano, Putin gioca a fare lo zar e l’Europa brucia, l’Unione europea scopre nuovamente lo “spirito guerriero” degli stati che nel passato hanno determinato orrore e guerre a non finire. Si decide l’invio di armi in Ucraina e soprattutto un riarmo immediato e senza precedenti dei maggiori stati del vecchio continente. Basta per tutti il 2% del Pil tedesco da destinare a un nuovo esercito, annunciato dal cancelliere “socialdemocratico”, per riportare l’Europa al terrore di prussiana memoria.

11. Anche l’Italia non si fa pregare e il Dragone nostrano alza la voce e rafforzato da un’unità nazionale sempre più asservita a Palazzo Chigi e dalle esternalizzazioni del “pdemocratico” Letta che mette l’elmetto, si appresta ad accelerare il riarmo già in atto. Una Unione europea che a dispetto di quegli illusi che giustamente ma ingenuamente da decenni la vorrebbero far diventare l’Unione dei popoli, sta diventando ora anche l’Unione degli eserciti e delle armi dopo essere stata esclusivamente l’Unione dei mercati, dei soldi e del capitalismo continentale.

12. Nel nostro paese e nell’intera Europa sembra muta l’intera opposizione sociale sui temi del riarmo, della guerra e dell’attuale dimostrazione di muscoli dell’Unione europea e le proteste di piazza sembrano esclusivamente essere indirizzate ad un acritico appoggio ad Ucraina e Nato, dando così indirettamente fiato al confronto militare e anche a quelle forze di destra estrema e naziste che stanno risorgendo in tutta Europa e che trovano addirittura dimora anche direttamente nell’esercito ucraino.

13. Minima la reazione anche rispetto alle conseguenze che questa situazione sta già determinando dal punto di vista sociale ed economico con un aumento dell’inflazione e dei prezzi che sta colpendo soprattutto nei paesi come l’Italia che, già in difficoltà, importano petrolio e gas dalla Russia e mette in disagio estremo chi già soffre da anni un impoverimento progressivo e drammatico.

14. Lo scontro sociale che nei due anni passati si è concentrato in modo assurdo e strumentale sui vaccini, nascondendo le difficoltà sociali già esistenti, ora si trasforma in propaganda da guerra fredda e nell’individuazione del “nemico esterno” per eliminare qualsiasi ipotesi di quel conflitto sociale che oggi sarebbe indispensabile per ridistribuire risorse e ricchezze tra chi ne ha accumulate troppe e chi ne è ormai del tutto privo.

15. Siamo cosi di fronte ad un ulteriore e peggiore mutamento prima di tutto culturale. Dal dio mercato ora si sta passando ad idolatrare forza e carri armati per sconfiggere il male, il “nemico esterno”, appositamente creato per soffocare dissenso e conflitto sociale interno.

Detto tutto ciò, non vi sembra il caso di radunare quelle poche forze, quelle teste e quei cuori che nel nostro paese pensano che questa situazione stia ormai raggiungendo limiti inaccettabili?

Unire le poche forze esistenti concentrandoci su pochi punti comuni, per poi collegarsi a livello europeo ad altre forze che in altri paesi condividono almeno in parte queste idee di cambiamento?

Pensiamoci su e ci pensino soprattutto quelle forze politiche e sociali di sinistra ed ecologiste che sono state messe all’angolo da anni e che, pur condividendo valori ed obiettivi di fondo, continuano a farsi spesso, troppo spesso, la guerra tra loro.

1 Comment

  • Alieno54 Posted 28 Febbraio 2022 12:50

    Bravo, tutto vero in più aggiungo che l’amico nascosto degli USA , Putin, sta facendo guadagnare enormi quantità di denaro agli spacciatori di armi e morte USA, ai produttori di gas e petrolio USA, dopo che le multinazionali del farmaco USA ci avevano derubato centinaia di miliardi con i vaccini. Io chiedo alle figlie e nipoti di Putin di chiedere al padre e nonno di lasciargli la possibilità di vivere il loro futuro in un mondo libero, pacifico e demilitarizzato

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